Per chi valuta come costruire un’app con l’AI: che cosa cambia fra generarla da un prompt su una piattaforma e costruirla con un processo controllato, e quando conviene la prima strada.
Qui «piattaforma no-code» indica le piattaforme che generano un’app da un prompt, per esempio Base44. Il confronto riguarda la categoria, non un prodotto.
| Asse | Piattaforma da prompt | RiftSeed |
|---|---|---|
| Paradigma | Un prompt descrive l’app, un modello genera interfaccia e backend dentro la piattaforma. La complessità resta dietro la chat. | Un sistema di controllo: il brief scritto fissa il problema, gli agenti eseguono, una persona fa da controllore. Niente esce senza la verifica del comportamento. Il processo è quello del software safety-critical (aeronautica, automotive, dispositivi medici): requisiti numerati, ogni requisito provato da un test, analisi d’impatto prima di ogni modifica, verifica indipendente, un’autorità che firma il rilascio; gli agenti di codice lo rendono sostenibile per un’app comune. |
| Qualità fra un giro e l’altro | Ogni richiesta rigenera parti dell’app. Senza test, una modifica può rompere logica che funzionava, e il contesto delle richieste precedenti può perdersi. | Il cricchetto: test che si stringono soltanto, vettori golden eseguiti in due runtime, cancelli in CI che fermano il rilascio a ogni regressione. |
| Stack e proprietà | Hosting, database e strumenti sono quelli della piattaforma. Esportazione del codice e limiti dipendono dal fornitore e dal piano. | Uno stack standard: React, TypeScript, Postgres su Supabase con Row-Level Security, edge function Deno. Il codice sta in un repository git, leggibile e portabile. |
| Ciclo di vita | Ogni app parte dal suo prompt: quello che un progetto ha imparato non passa da solo al successivo. | Ogni progetto lascia moduli provati (accesso, telemetria, tetto di spesa AI, sicurezza), test e lezioni da cui parte il successivo. |